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Con parole mie ...

Questa sezione è dedicata a tutti i concittadini
vicini e lontani che amano raccontarsi e raccontare
il loro paese.
Ricordi, curiosità, notizie ... di oggi e del
passato.
... a voi la parola!
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Breve Storia su San
Donato
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-.-.- SAN
DONATO DI LECCE -.-.-
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San Donato di Lecce
è un piccolo e antico paese a sud di Lecce
formato da due centri abitati: il comune
e, ad una distanza di 2,5 Km, la frazione
di Galugnano.
Distante 11 Km dal capoluogo di provincia,
confina a nord con San Cesario di Lecce,
a sud-est con Galugnano, a ovest con Copertino
e a sud-ovest con Galatina.
Situato in media a 79 metri s.l.m., dista
dal mare Adriatico 18 Km e dallo Jonio 22
Km.
Il clima è mite e le risorse economiche
sono tratte quasi esclusivamente dall'agricoltura.
Il territorio non è dei più fertili, ma
crescono bene l' ulivo e anche i fichi,
i cerali e il tabacco.
Rinomata è poi la produzione sandonatese
di cocomeri; a tal proposito negli ultimi
anni la Pro-Loco in collaborazione con l'
Amministrazione comunale organizza la Sagra
"te li cucummari".
Il mercato settimanale si svolge il sabato.
Il territorio registra presenze antropiche
antichissime; fu abitato già in epoca
preistorica come testimoniano alcuni
menhir
(pietrefitte), tre per l' esattezza dei
quali uno distrutto, e una specchia
distrutta anche essa che si allineava a
quella di Ussano e di Martano.
Rintracciare le origini del paese non è
facile. Si ha notizia che un centro chiamato
Vigliano sia
sorto in epoca normanna
(XI sec.).
Tale denominazione è rimasta fino alla fine
del XIV sec..
Il paese avrebbe poi cambiato il suo nome
in seguito ad un evento miracoloso.
La tradizione racconta che durante una processione
la statua di San Donato davanti alla cappella
della Madonna di Vigliano, si appesantì
e la folla gridò al miracolo, da quel momento
il santo divenne il protettore e al paese
fu dato il nome di San
Donato.
Di notevole interesse storico-artistico
sono la Chiesa Matrice
e il Palazzo Baronale
entrambi costruiti nel XVII secolo.
La Chiesa Matrice è costruita tutta
in pietra leccese secondo il gusto barocco
imperante nell' epoca. La forma è a croce
latina e in essa vi sono 7 altari; il frontone
in cima porta la data A.D. 1704.
La tradizione racconta che il Vescovo di
Arezzo, Donato, vissuto agli albori del
Cristianesimo, venuto in questo paese si
era messo a fare penitenza in un roveto
dove oggi sorge la Chiesa.
Il Santo Patrono
si festeggia tre volte nel mese di agosto:
- il 7 agosto,
la festa grande. Una solenne e lunga processione,
si snoda per le vie del paese il 6 agosto,
giorno della vigilia, e vede la partecipazione
non solo dei cittadini di San Donato ma
di molti devoti che dai paesi limitrofi
accorrono per venerare il protettore
degli epilettici.
Le luminarie sono sempre importanti e le
bande musicali che vengono scritturate,
di notevole valore.
In particolare al termine della processione
del 6 agosto si radunano folle di spettatori
per assistere allo spettacolo dei fuochi
d'artificio, che sono tradizionalmente di
grande portata,
Il 7 agosto poi si dà luogo ai festeggiamenti
religiosi con messe celebrate ad ogni ora
e a quelli civili che prevedono l'inevitabile
"passeggio"; mostre di artisti e artigiani;
la presenza di bancarelle - immancabili
quelle che vendono la "cupeta", croccante
di mandorle e zucchero, il tutto rallegrato
dalla musica della banda in clima festaiolo
e leggero.
- il 14 agosto
si fa memoria del miracolo di un fulmine
che nel 1779 colpì un certo Giuseppe Guido,
uccidendolo.
Giuseppe Guido sposato con una giovane sandonatese,
Lucia Conte, in seguito a diverbi con i
parenti di lei, aveva giurato che non avrebbero
più messo piede in San Donato a meno che
un fulmine non avesse buttato giù il campanile
della chiesa e avessero chiamato lui per
aggiustarlo. La sposa era amareggiata di
ciò perché amava il suo paese natale. Il
14 agosto del 1779 Guido e Lucia, che abitavano
a San Pietro in Lama, stavano recandosi
ad Otranto per la festa dei Santi Martiri,
quando un nubifragio li colse nei pressi
di San Donato. Fu allora che decisero di
ripararsi presso la chiesa ma un fulmine
colpì il malcapitato Giuseppe Guido.
In chiesa esiste un quadro che raffigura
la scena e nel paese esiste ancora quella
che si dice sia la casa di Lucia Conte.
- il 28 agosto
si ricorda un altro miracolo.
Nel 1909, in pieno pomeriggio, una tromba
d'aria giungeva verso il paese distruggendo
tutto ciò che incontrava. La gente si riversò
in chiesa chiedendo aiuto al Santo. La statua
del Santo venne portata sul sagrato e il
ciclone si spezzò a metà dirigendosi verso
la campagna, salvando così persone e cose.
E' una ricorrenza molto sentita dai cittadini
di San Donato che vivono questo momento
religioso con vera fede. Alle ore 13,00
del 28 agosto di ogni anno i sandonatesi,
lasciando qualsiasi impegno, si radunano
in chiesa per quella che viene chiamata
"la supplica" che è una preghiera di ringraziamento
al Santo per la protezione concessa in quella
occasione e una richiesta affinché San Donato
continui a proteggere il suo popolo.
Il Palazzo Baronale sorge in piazza.
In origine era un vero e proprio castello
simile, si dice, al castello Carlo V di
Lecce e al castello di Acaya; alla fine
del '700 l' ultimo rifacimento lo trasformò
da struttura fortificata a residenza civile.
Nel cortile del palazzo si conserva ancora
uno dei due leoni in pietra che ornavano
l' ingresso fino a pochi decenni fa, e una
delle macine di marmo appartenenti all'
antico "thrappitu" di proprietà del barone.
Lo stemma civico
di San Donato rappresenta un leone simbolo
di forza che poggia la zampa destra sopra
una palla e sullo sfondo si vede un albero
di ulivo.
Nel XV sec.
viene registrato il casale di Galugnano
come sobborgo di San Donato. Lo stemma
civico di Galugnano, simile a quello
di Gallipoli, rappresenta un gallo, simbolo
del coraggio e della vigilanza, posto sul
ceppo di una colonna sovrastato da tre stelle
a sei raggi.
A Galugnano interessanti da punto di vista
artistico sono il Palazzo
Baronale Dellanos (risalente probabilmente
alla fine del '500, la struttura è a base
quadrangolare a due piani con un giardino
interno) e la Chiesa
dell' Annunziata. Veramente degna
di nota è la Cappella
della Madonna della Neve, recentemente
restaurata.
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a
cura di
Ilaria Iaccarino
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per saperne di più
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-.-.- SAN
DONATO PAESE DEI COCOMERI E DEI PANIERI -.-.-
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San Donato di Lecce,
disteso sul “dolce pendio” di una collina
alla quale si accede da uno stradone alberato
da entrambi i lati, è, nella zona, conosciuto
come il paese dei
“cocomeri” e dei “panieri”.
Gli abitanti, infatti, accanto alle classiche
coltivazioni, coltivano cocomeri e cetrioli
e realizzano piccoli capolavori d’artigianato
con canne palustri o giunchi selvatici.
Vigliano divenne
San Donato di Lecce
nel IV sec. ad onorare l’Alto Prelato
che amava il posto e lo sceglieva regolarmente
per i propri ritiri spirituali, santo che
divenne poi protettore del paese e dei malati
di epilessia.
Il 7 di Agosto, giorno di festeggiamenti
in onore del santo, molti malati di questo
tipo raggiungono la città in un mesto pellegrinaggio
in segno di devozione.
Le varie famiglie nobiliari che si alternarono
nel feudo arricchirono il territorio e la
località vicina di Galugnano di chiese e
palazzi , importanti esempi di architettura
cinquecentesca, come il Palazzo
Ducale.
Notevoli, nel centro storico, la Chiesa
Matrice ed il Palazzo
Marchesale, entrambi costruiti nel
XVII secolo.
Gustosa la cucina offerta dagli agriturismi
e ristoranti tipici che prediligono antiche
ricette di pane e pasta fatti a mano, conditi
nei modi più classici, con broccoli o sugo
di carni paesane, carni arrostite e verdure
semplicemente condite con il più buon olio
extravergine d’oliva.
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anonimo
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estate 2006 ...
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-.-.- PENSIERI -.-.-
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caro San Donato volevo
solo ringraziarti per avermi fatto passare
la più bella estate della mia vita!!!:::siete
stati semplicemente fantastici... spero
di poter tornare al più presto!!!....vi
voglio bene....
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Serena
Marullo
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