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Breve Storia su San Donato

-.-.- SAN DONATO DI LECCE -.-.-

San Donato di Lecce è un piccolo e antico paese a sud di Lecce formato da due centri abitati: il comune e, ad una distanza di 2,5 Km, la frazione di Galugnano.

Distante 11 Km dal capoluogo di provincia, confina a nord con San Cesario di Lecce, a sud-est con Galugnano, a ovest con Copertino e a sud-ovest con Galatina.
Situato in media a 79 metri s.l.m., dista dal mare Adriatico 18 Km e dallo Jonio 22 Km.
Il clima è mite e le risorse economiche sono tratte quasi esclusivamente dall'agricoltura. Il territorio non è dei più fertili, ma crescono bene l' ulivo e anche i fichi, i cerali e il tabacco.
Rinomata è poi la produzione sandonatese di cocomeri; a tal proposito negli ultimi anni la Pro-Loco in collaborazione con l' Amministrazione comunale organizza la Sagra "te li cucummari".

Il mercato settimanale si svolge il sabato.

Il territorio registra presenze antropiche antichissime; fu abitato già in epoca preistorica come testimoniano alcuni menhir (pietrefitte), tre per l' esattezza dei quali uno distrutto, e una specchia distrutta anche essa che si allineava a quella di Ussano e di Martano.

Rintracciare le origini del paese non è facile. Si ha notizia che un centro chiamato Vigliano sia sorto in epoca normanna (XI sec.). Tale denominazione è rimasta fino alla fine del XIV sec..

Il paese avrebbe poi cambiato il suo nome in seguito ad un evento miracoloso. La tradizione racconta che durante una processione la statua di San Donato davanti alla cappella della Madonna di Vigliano, si appesantì e la folla gridò al miracolo, da quel momento il santo divenne il protettore e al paese fu dato il nome di San Donato.

Di notevole interesse storico-artistico sono la Chiesa Matrice e il Palazzo Baronale entrambi costruiti nel XVII secolo.
La Chiesa Matrice è costruita tutta in pietra leccese secondo il gusto barocco imperante nell' epoca. La forma è a croce latina e in essa vi sono 7 altari; il frontone in cima porta la data A.D. 1704.

La tradizione racconta che il Vescovo di Arezzo, Donato, vissuto agli albori del Cristianesimo, venuto in questo paese si era messo a fare penitenza in un roveto dove oggi sorge la Chiesa.

Il Santo Patrono si festeggia tre volte nel mese di agosto:
- il 7 agosto, la festa grande. Una solenne e lunga processione, si snoda per le vie del paese il 6 agosto, giorno della vigilia, e vede la partecipazione non solo dei cittadini di San Donato ma di molti devoti che dai paesi limitrofi accorrono per venerare il protettore degli epilettici.
Le luminarie sono sempre importanti e le bande musicali che vengono scritturate, di notevole valore.

In particolare al termine della processione del 6 agosto si radunano folle di spettatori per assistere allo spettacolo dei fuochi d'artificio, che sono tradizionalmente di grande portata,

Il 7 agosto poi si dà luogo ai festeggiamenti religiosi con messe celebrate ad ogni ora e a quelli civili che prevedono l'inevitabile "passeggio"; mostre di artisti e artigiani; la presenza di bancarelle - immancabili quelle che vendono la "cupeta", croccante di mandorle e zucchero, il tutto rallegrato dalla musica della banda in clima festaiolo e leggero.

- il 14 agosto si fa memoria del miracolo di un fulmine che nel 1779 colpì un certo Giuseppe Guido, uccidendolo.
Giuseppe Guido sposato con una giovane sandonatese, Lucia Conte, in seguito a diverbi con i parenti di lei, aveva giurato che non avrebbero più messo piede in San Donato a meno che un fulmine non avesse buttato giù il campanile della chiesa e avessero chiamato lui per aggiustarlo. La sposa era amareggiata di ciò perché amava il suo paese natale. Il 14 agosto del 1779 Guido e Lucia, che abitavano a San Pietro in Lama, stavano recandosi ad Otranto per la festa dei Santi Martiri, quando un nubifragio li colse nei pressi di San Donato. Fu allora che decisero di ripararsi presso la chiesa ma un fulmine colpì il malcapitato Giuseppe Guido.
In chiesa esiste un quadro che raffigura la scena e nel paese esiste ancora quella che si dice sia la casa di Lucia Conte.

- il 28 agosto si ricorda un altro miracolo.
Nel 1909, in pieno pomeriggio, una tromba d'aria giungeva verso il paese distruggendo tutto ciò che incontrava. La gente si riversò in chiesa chiedendo aiuto al Santo. La statua del Santo venne portata sul sagrato e il ciclone si spezzò a metà dirigendosi verso la campagna, salvando così persone e cose.

E' una ricorrenza molto sentita dai cittadini di San Donato che vivono questo momento religioso con vera fede. Alle ore 13,00 del 28 agosto di ogni anno i sandonatesi, lasciando qualsiasi impegno, si radunano in chiesa per quella che viene chiamata "la supplica" che è una preghiera di ringraziamento al Santo per la protezione concessa in quella occasione e una richiesta affinché San Donato continui a proteggere il suo popolo.

Il Palazzo Baronale sorge in piazza. In origine era un vero e proprio castello simile, si dice, al castello Carlo V di Lecce e al castello di Acaya; alla fine del '700 l' ultimo rifacimento lo trasformò da struttura fortificata a residenza civile. Nel cortile del palazzo si conserva ancora uno dei due leoni in pietra che ornavano l' ingresso fino a pochi decenni fa, e una delle macine di marmo appartenenti all' antico "thrappitu" di proprietà del barone.

Lo stemma civico di San Donato rappresenta un leone simbolo di forza che poggia la zampa destra sopra una palla e sullo sfondo si vede un albero di ulivo.

Nel XV sec. viene registrato il casale di Galugnano come sobborgo di San Donato. Lo stemma civico di Galugnano, simile a quello di Gallipoli, rappresenta un gallo, simbolo del coraggio e della vigilanza, posto sul ceppo di una colonna sovrastato da tre stelle a sei raggi.

A Galugnano interessanti da punto di vista artistico sono il Palazzo Baronale Dellanos (risalente probabilmente alla fine del '500, la struttura è a base quadrangolare a due piani con un giardino interno) e la Chiesa dell' Annunziata. Veramente degna di nota è la Cappella della Madonna della Neve, recentemente restaurata.


a cura di
Ilaria Iaccarino



per saperne di più ...

-.-.- SAN DONATO PAESE DEI COCOMERI E DEI PANIERI -.-.-

San Donato di Lecce, disteso sul “dolce pendio” di una collina alla quale si accede da uno stradone alberato da entrambi i lati, è, nella zona, conosciuto come il paese dei “cocomeri” e dei “panieri”.

Gli abitanti, infatti, accanto alle classiche coltivazioni, coltivano cocomeri e cetrioli e realizzano piccoli capolavori d’artigianato con canne palustri o giunchi selvatici.

Vigliano divenne San Donato di Lecce nel IV sec. ad onorare l’Alto Prelato che amava il posto e lo sceglieva regolarmente per i propri ritiri spirituali, santo che divenne poi protettore del paese e dei malati di epilessia.
Il 7 di Agosto, giorno di festeggiamenti in onore del santo, molti malati di questo tipo raggiungono la città in un mesto pellegrinaggio in segno di devozione.

Le varie famiglie nobiliari che si alternarono nel feudo arricchirono il territorio e la località vicina di Galugnano di chiese e palazzi , importanti esempi di architettura cinquecentesca, come il Palazzo Ducale.

Notevoli, nel centro storico, la Chiesa Matrice ed il Palazzo Marchesale, entrambi costruiti nel XVII secolo.

Gustosa la cucina offerta dagli agriturismi e ristoranti tipici che prediligono antiche ricette di pane e pasta fatti a mano, conditi nei modi più classici, con broccoli o sugo di carni paesane, carni arrostite e verdure semplicemente condite con il più buon olio extravergine d’oliva.


anonimo



estate 2006 ...

-.-.- PENSIERI -.-.-

caro San Donato volevo solo ringraziarti per avermi fatto passare la più bella estate della mia vita!!!:::siete stati semplicemente fantastici... spero di poter tornare al più presto!!!....vi voglio bene....


Serena Marullo

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